Questi è colui del quale dicevo: “Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me”. 31 Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acqua».” (Giov. 1:30,31)

 

I versetti sopracitati hanno destato più di qualche curiosità legata alle affermazioni fatte da Giovanni Battista. La prima affermazione è collegata all’eternità del Messia. Infatti, se pur Giovanni era nato qualche mese prima di Gesù, dice: “egli era prima di me”; ciò fa riferimento alla preesistenza di Gesù, cioè l’esistenza dall’eternità. Inoltre, perché Giovanni afferma per due volte di non conoscerLo (vv. 31, 33)? La verità è che l’uomo è incapace di conoscere Dio e le cose che appartengono a Dio. La nostra natura peccaminosa ci impedisce di penetrare la sfera di Dio. Il divino rimane misterioso. Giovanni e Gesù erano parenti, erano coetanei, vivevano in luoghi non lontani eppure il Battista dichiara di non conoscerlo, riferendosi al  carattere divino di Cristo. Possiamo fare un parallelo con i nostri giorni. Quante persone pensano di essere vicini al Signore Gesù, perché vanno a messa o portano semplicemente una collana con il crocifisso, ma in realtà non  conoscono il suo carattere divino e salvifico. Ancora OGGI Cristo è vicino a tutta l’umanità, ma non viene riconosciuto. Lo potranno “trovare e riconoscere” tutti quelli che si pentono del peccato e lo accettano come “l’Agnello di Dio”.  Buona giornata!

In Colui che tutto può!

G.G

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